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Seminario per corsi di aggiornamento

 

La domiciliarità supportata in psichiatria: lo IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici) e gli Appartamenti Supportati.

A cura di: Dr. Ezio Cristina; Dr. Gianfranco Aluffi; Dr. Mario Toye

 

Da ormai una ventina d’anni, l’assistenza psichiatrica internazionale si muove in favore della territorializzazione dei servizi. Questo processo, mirato alla realizzazione della deistituzionalizzazione e a favorire la riabilitazione dei pazienti, ha coinvolto anche il versante della domiciliarità.

La valorizzazione dell’intervento di sostegno domiciliare, in sinergia con altre agenzie territoriali (avviamento al lavoro, organizzazione del tempo libero ecc.), si è fatta sempre più necessaria laddove si voglia effettivamente raggiungere gli obbiettivi su citati.

Un efficiente servizio di supporto può intervenire con quei pazienti seguiti dall’ambulatorio i quali risiedono a casa propria o presso i familiari, con coloro che vivono in piccole comunità alloggio (Appartamenti Supportati) e con chi, per periodi più o meno lunghi, viene ospitato da una famiglia che non è la sua originaria (IESA). Qui di seguito verranno presentati gli Appartamenti Supportati e il servizio IESA

  

Gli Appartamenti Supportati 

All’interno degli appartamenti supportati ogni progetto viene individualizzato e le risposte sono elargite in relazione ai bisogni .

Il servizio prestato nei singoli appartamenti sarà in funzione del livello di autonomia già acquisito dagli ospiti o di quello che ci si propone di far acquisire.

A tal fine si rende necessario monitorare e qualificare continuamente le esigenze degli individui.

 In questo senso saranno valutate le abilità sociali e gli specifici bisogni per mezzo di procedure standardizzate al fine di predisporre progetti individuali sui quali tarare gli interventi necessari.

Nell’ambito delle varie  attività che verranno affidate durante la giornata al gruppo di operatori dipendenti dell’Azienda Sanitaria Locale sanno  comprese: l’assistenza alla persona, l’aiuto nello svolgimento delle varie attività quotidiane ivi compreso l’accompagnamento al di fuori dell’ambito domestico, l’aiuto all’acquisto dei cibi ed alla preparazione dei pasti, e l’assistenza alla fruizione di prestazioni sanitarie ed assistenziali.

Anche per il pagamento delle bollette relative alle utenze o ad altri servizi gli operatori dipendenti ASL collaboreranno con gli ospiti, con l’obiettivo di privilegiare e favorire l’acquisizione, lo sviluppo ed il mantenimento delle autonomie.

Per quanto concerne il denaro, l’ospite sarà aiutato nella sua gestione, laddove ve ne sia bisogno, sia dal personale dipendente ASL, sia dagli operatori delle Associazioni.

L’impiego del denaro e di risorse umane è funzione del progetto di cui sopra e deve essere congruente con esso.

Il verificarsi di eventuali carenze in alcune funzioni, per esempio le pulizie domestiche potrà essere colmato se non sufficienti i dipendenti dell’ASL da personale proveniente dal privato assunto direttamente dai pazienti per mezzo dell’aiuto dell’associazione.

 

L’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici (IESA)

 

Per IESA si intende l’integrazione di un malato mentale presso una famiglia che non è la sua originaria. In cambio dell’ospitalità e dell’assistenza offerte, la famiglia riceve un sussidio mensile e viene regolarmente assistita in maniera professionale dagli operatori dell’istituzione a ciò preposta. Si tratta di una alternativa all’istituzionalizzazione in strutture chiuse. Il paziente ospite continua quindi a poter usufruire dell’intera rete dei servizi psichiatrici territoriali.

Le prime tracce di Inserimenti Eterofamiliari per adulti vengono fatte risalire al XIII secolo a Geel (Belgio). Nei secoli a seguire questa pratica si è diffusa in altre nazioni tra le quali: Francia, USA, Olanda, Svizzera, Norvegia, Svezia, Austria, Russia, Germania, Canada, Scozia, Giappone, Finlandia, Inghilterra. Anche in Italia l’Inserimento Eterofamiliare ha vissuto un periodo abbastanza florido, dal 1896 al 1920 nelle regioni del centro (Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna). Nell’ambito del “Congresso Internazionale sull’Assistenza degli Alienati” svoltosi a Milano nel 1906, l’Inserimento Eterofamiliare veniva così descritto: “ Per una parte non irrilevante di bisognosi d’assistenza, l’Inserimento Eterofamiliare rappresenta la migliore, più naturale, libera ed economica forma di alloggiamento e costituisce, in base a queste caratteristiche, un importante strumento di guarigione. Attualmente in Italia sono rarissimi i casi di Inserimento Eterofamiliare ove l’ospite è un paziente psichiatrico.

Nei paesi dove l’IESA si fonda su solide basi normative ed è reso operativo attraverso l’apporto di preparati professionisti (per es. Germania, Francia, USA, Belgio.), emergono indicatori che ne consolidano l’ormai riconosciuto ruolo di strumento con buone potenzialità terapeutico - riabilitative.

L’allegato C della Delibera Regione Piemonte n° 357 – CR 1370 del 28/01/97 prevede, per tutto il periodo di valenza del Piano Sanitario Regionale, l’Affido Familiare di pazienti psichiatrici. A fronte di questo riferimento, le varie ASL possono provvedere alla stesura di linee guida che regolino nello specifico, il funzionamento di questo servizio. Un altro strumento indispensabile per un buon avvio del servizio di IESA è il contratto che ne regola l’andamento e i diritti/doveri delle parti contraenti: la famiglia, l’ospite ed il servizio. Per il raggiungimento di questo obiettivo è necessaria una ponderata opera di sensibilizzazione ed informazione della popolazione locale (famiglie abitanti in zone distanti fino a 70-80 Km dalla sede del servizio). L’attività di selezione delle famiglie procede in contemporanea alla segnalazione dei potenziali ospiti da parte degli psichiatri curanti. Giunti ad aver individuato sulla carta la famiglia ed il paziente che si ritengono più idonei alla convivenza, si procede organizzando un paio di incontri fra le due parti presso l’abitazione della famiglia, in presenza di un operatore del servizio. Se tutto procede per il meglio, si può passare alla stipulazione di un contratto di affidamento tra le tre parti interessate: l’ospite, la famiglia, il servizio. Questo contratto regola nei minimi dettagli le prime due settimane di convivenza (periodo di prova di coabitazione) e l’eventuale sviluppo di queste (lo I.E.S.A. vero e proprio). Durante i periodi di prova ed in seguito, sarà cura del servizio preposto: garantire un regolare supporto alla famiglia attraverso visite domiciliari; organizzare momenti d’incontro e supervisione; verificare e stimolare il corretto andamento della coabitazione, in sintonia con il progetto terapeutico – riabilitativo specifico. E’ previsto un adeguato rimborso spese per la famiglia e periodi di accoglimento dei pazienti per permettere, se lo desiderano dei periodi di ferie.